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Le catacombe del Lazio

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Tu sei qui: Portale Didattica Il mondo delle catacombe I luoghi di sepoltura Cimiteri sotterranei

Cimiteri sotterranei

Colombario pagano

A Roma si sviluppò enormemente, praticata dagli Ebrei, ma soprattutto dai Cristiani, la sepoltura sotterranea. La creazione di camere funerarie ipogee, in genere di carattere familiare, era ben nota al mondo antico, soprattutto etrusco e romano. L’origine e lo sviluppo delle necropoli sotterranee cristiane, costituite da una rete intricata di gallerie, disposte su vari livelli, le ‘catacombe’, appunto, rappresentò un’ulteriore rivoluzione nei sistemi di sepoltura collettiva che si erano largamente affermati già dagli inizi dell’impero, con la creazione in particolare dei columbaria pagani, camere in muratura o ipogee nelle cui pareti si sistemarono, entro nicchiette, centinaia di urne cinerarie.

Perché i cristiani scelsero di seppellire nel sottosuolo? Da un punto di vista spirituale, il ricordo del sepolcro di Cristo, scavato nella roccia, può aver favorito questa scelta. Inoltre i contesti sotterranei potevano facilmente, grazie alla possibilità illimitate d’espansione, rispondere alle esigenze di dotarsi di spazi riservati, dove poter manifestare più liberamente i propri culti, anche se va respinto fermamente quell’antistorico luogo comune che vede nelle catacombe dei nascondigli per i primi cristiani, incalzati dai pagani persecutori: malsane ed umide le catacombe non furono dei nascondigli, anche perché le autorità romane ne conoscevano bene la collocazione. Esse furono solo ed esclusivamente dei cimiteri sotterranei e come tali venivano frequentate, in occasione dei riti funerari e delle commemorazioni, sia dei semplici defunti, sia dei martiri in esse sepolti.

Catacomba di Commodilla

Molto decisivi furono i fattori di natura ambientale ed economica nello sviluppo della sepoltura sotterranea cristiana a Roma ed in altre zone del centro-sud della penisola italica. L’utilizzazione del sottosuolo infatti aveva come condizione necessaria la disponibilità di terreni facili al taglio e di buona resistenza, fattori questi ben presenti a Roma, che si sviluppa su un tenero banco tufaceo di origine vulcanica.
Su un piano più strettamente economico, in epoca imperiale si registrò un aumento vertiginoso dei costi dei terreni suburbani, proprio dove potevano collocarsi le sepolture, in base alle disposizioni rigorose del diritto funerario romano che impedivano di seppellire cadaveri entro le mura urbane. Pertanto l’utilizzazione del sottosuolo consentì, mediante l’acquisizione di un limitato appezzamento di superficie che costituì il cimitero all’aperto (sub divo), di moltiplicare in profondità in modo esponenziale la capienza della proprietà funeraria. In base ad alcuni calcoli si è potuto stabilire che una grande catacomba come quella romana dei Santi Pietro e Marcellino ad duas lauros abbia accolto, fino alle soglie del IV secolo, addirittura 11.000 defunti e circa 6.000 nel cimitero esterno.

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