La ritualità
Per il cristiano la morte non rappresentava quell’evento tragico, quell’ingresso eterno nel regno delle ombre, degli dei Manes indistinti, bensì, come promesso da Cristo, l’inizio di una nuova vita, la vera vita.
Ecco perché il cristiano considera il giorno della morte come il dies natalis: attraverso la morte, dopo il transito su questa terra, l’anima perviene alla vera vita, quella in cui si è ammessi alla visione beata e beatificante di Dio che è Amore.
Conseguentemente a questa visione positiva della morte, i Cristiani svilupparono anche un rituale specificamente cristiano nei riguardi dei defunti, il quale però ereditò, rielaborandole con spirito nuovo, molte pratiche della secolare tradizione ebraica e pagana.