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Le catacombe del Lazio

Sezioni

I secolo

I rapporti fra cristianesimo ed impero romano nei secoli che precedettero l’editto di Milano (313), con cui Costantino affermò il principio di libertà religiosa per i cristiani e per tutti, sono segnati da momenti molto diversi, alcuni di scontro aperto, altri di distensione.

Da Tiberio ai Flavi

Ricostruzione del Circo di Caligola

È piuttosto controversa la notizia di Tertulliano, in base alla quale già l’imperatore Tiberio (14-37) si sarebbe occupato dei cristiani. Tiberio aveva proposto al senato di riconoscere il culto di Cristo come lecito, ma il senato si oppose nel 35 con una deliberazione (non licet esse christianos) e da questo pronunciamento sarebbe scaturita tutta la legislazione anticristiana fino ai Severi.

Il nome di “cristiani” venne adottato per la prima volta in ambienti di lingua latina della città di Antiochia di Siria, sede del legato, quindi forse proprio nell’ambito della sede locale del governo romano. Sotto Claudio e nei primi anni di Nerone il cristianesimo ebbe a Roma un’accoglienza non ostile e le autorità romane apparivano, a Roma come nelle province, decise ad evitare persecuzioni anticristiane.

Obelisco di Piazza San Pietro

Sicuramente San Pietro inizia a predicare sotto l’imperatore Claudio. Risale a quegli anni la conversione al cristianesimo, che suscitò molto scandalo, della nobilissima Pomponia Graecina, moglie di Aulo Plauzio, generale di Claudio e vincitore dei Britanni. Sotto Claudio si colloca la notizia fornita dallo storico Svetonio, il quale espulse con un editto nel 49 alcuni Giudei, forse per i contrasti sorti in seno alla comunità ebraica a seguito della predicazione dei discepoli di Cristo.

Alla fine del 62 il principato neroniano subì un profondo cambiamento, che spinse l’imperatore su posizioni sempre più autocratiche, senza che la saggezza del filosofo Seneca, un tempo consigliere fidato del princeps, avesse più su di lui alcuna influenza. Per quanto riguarda i cristiani, contro di essi Nerone, applicando alla lettera il senatoconsulto del 35, scatenò una feroce persecuzione, nella quale cadde una gran massa di neoconvertiti, suppliziati negli Horti Neroniani.

Tacito collega la persecuzione all’incendio dell’estate del 64: Nerone volle addossare ai cristiani la responsabilità dell’incendio, che avvolse la città di Roma nelle fiamme per sei giorni e sette notti.

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