Albano Laziale: da Castra Albana a Civitas Albana
La presenza umana nel territorio di Albano è molto antica. I reperti archeologici rinvenuti risalgono infatti al paleolitico, 300.000 - 10.000 anni fa, e al successivo periodo neolitico. È con l'avvento della Civiltà Laziale e con lo stanziamento dell'antico popolo degli Albani lungo le alture del cratere del lago di Albano nell’XI secolo a.C., che si assiste ad un vero e proprio popolamento della zona. La tradizione, confermata dall'archeologia, vuole che il nome della città di Albano abbia origine da quello di Albalonga, capitale dei latini e madre di Roma. L’attuale nome di Albano Laziale si raggiunge nel 1872 per Regio Decreto e per distinguerla da altre tre cittadine omonime. Saranno i re di Albalonga a governare per vari secoli sull'antico Lazio fino a che Roma sostituirà Alba nella guida del popolo latino.
Nella tarda repubblica, favorito dal tracciato dell'antica Via Appia, l'albanum divenne ben presto sede delle ville degli imperatori e dei massimi personaggi della vita pubblica dell'antica Roma: Pompeo Magno, Tiberio e Claudio Domiziano ebbero qui le loro favolose residenze.
La costruzione dell'imponente accampamento della II Legione Partica, voluto dall'imperatore Settimio Severo per ragioni di sicurezza, modificherà l’assetto topografico dell'albanum. Inizierà così il processo di unificazione di un consistente agglomerato che porterà ben presto alla formazione di una vera e propria città.
Intorno alla metà del III secolo d.C. i legionari abbandoneranno definitivamente i Castra Albana e sarà la presenza di un’importante e crescente comunità cristiana, già guidata da un vescovo, a trasformare il nucleo abitato sorto con la Legione nella città di Civitas Albana.