Vai ai contenuti. Spostati sulla navigazione

Le catacombe del Lazio

Sezioni

enogastronomia Lago di Albano

Situato nella conca, formata da due crateri del vecchio vulcano laziale, il Lago di Albano copre una superficie di 6 km quadrati.

Sulle sponde di questo specchio d’acqua si alternano importanti reperti archeologici, tra i quali: l’Emissario, legato alla leggenda secondo la quale l’oracolo di Delfi aveva predetto ai romani che avrebbero vinto su Veio solo quando le acque di Albano sarebbero giunte al mare senza straripare dal cratere; il ninfeo, presso Castel Gandolfo, ed un tempio di origine repubblicana noto con il nome di Ninfeo Dorico.

I sapori ed i gusti del lago sono ancora rintracciabili nella cucina d’Albano, Nemi e Castel Gandolfo; mentre più rustiche sono le ricette d’Ariccia, dove prevalgono i sapori forti della carne di maiale e della norcineria locale.

Sono tanti i ristoranti presenti su Albano, dove si può sostare a gustare il tipico “fritto di lattarini del lago”, il baccalà alla pirocca o le altre specialità locali, accompagnandole con il vino Colli Albani Doc. Questo famoso vino è ottenuto dai differenti tipi d’uva: Malvasia rossa e bianca di Candia, per un 60% Trebbiano giallo, Romagnolo e di Soave insieme o separati dal 25% al 50%, Malvasia puntinata dal 5% al 45%, Bonvino e Cacchione fino al 10%, e prodotto dai vigneti presenti sul territorio dei comuni di Ariccia, Albano e parte di Pomezia, Ardea, Castel Gandolfo e Lanuvio.

Torna su

Le tappe di questo itinerario

 
 

Sviluppato con Plone, il sistema open source di gestione dei contenuti