Musei e ville ad Albano Laziale
Nel medioevo la città di Albano fu donata, nel 774, da Carlo Magno al papato, al quale nel 946 subentrò la signoria dei principi Savelli. Nel 1697 la Camera Apostolica acquisterà i possedimenti dei Savelli.
Un importante sviluppo urbanistico avvenne tra il XVI e il XVII secolo. Nuove piazze, strade, chiese e soprattutto numerosi palazzi patrizi getteranno le basi dell'assetto urbanistico del centro storico odierno, di cui il quartiere San Paolo è uno splendido esempio di architettura barocca.
Nel corso della prima metà del XVIII secolo, l'agro Albano tornerà ad essere luogo di villeggiatura delle famiglie nobili e diventerà meta obbligata del Gran Tour compiuto da poeti, letterati, storici e pittori, attratti dalla campagna romana e dalle antiche vestigia.
Con la proclamazione della Repubblica Romana (1798) in Albano ed in altri centri limitrofi si ebbero sommosse e rivolte contro i francesi, domate quasi subito da Murat. Nella nuova divisione amministrativa la città fece parte del Dipartimento del Tevere e divenne uno dei capoluoghi di cantone; nel successivo periodo di restaurazione dello Stato Pontificio fu invece della Comarca.
Due episodi dolorosi segnarono Albano nel XIX secolo: il terremoto del maggio 1829 e l'epidemia di colera del 1867, di cui rimane memoria nel "cimitero del colera o degli appestati", adiacente alla chiesa di Santa Maria della Stella.
L’itinerario storico comprende il Museo Civico Albano e alcune ville d’epoca.