Alla scoperta dei siti romani nel territorio di Anzio
L’antica Antium nasce come piccolo villaggio laziale per divenire, verso la fine del IV secolo a.C., regina del Tirreno centrale. Tale opulenza richiamerà le attenzioni del popolo dei volsci che se ne impossesseranno intorno al 493 a.C., trasformando l’illustre e potente città marinara latina in una roccaforte del popolo montanaro e pastorale. Conquistata dai romani nel 338 a.C., inizia la fase di Antium romana ed è verso la fine dell’età repubblicana che Anzio conosce il momento di grande splendore, divenendo luogo ambito di villeggiatura dei ricchi patrizi di Roma già dalla fine del II sec. a.C. Templi, circhi e palazzi abbelliscono la città, mentre lungo la costa si edificano le ville dei più importanti personaggi del tempo: Marco Tullio Cicerone, Mecenate, Caio Lucrezio e Cesare Augusto.
Anzio non fu solo una città aperta ad accogliere ospiti illustri della Roma antica, ma diede origine anche a famiglie illustri quali la Antia, la Aufidia e la Antistia. Fu in età imperiale che Anzio subì un nuovo grande impulso, soprattutto sotto i due imperatori nativi di Anzio: Caligola e Nerone. Ed è proprio sotto Nerone che si ha il momento di massimo splendore. Fu lui a far costruire, avvalendosi della collaborazione di due celebri architetti, Celer e Severus, un nuovo grandioso porto ma soprattutto si fece costruire una sfarzosa reggia simile soltanto alla sua domus aurea romana. Provvide a ornare la città di marmi e statue famose, oggi esposte nei più grandi musei del mondo. Nel Museo nazionale romano si trova la Fanciulla di Anzio, capolavoro della scultura ellenistica risalente al secolo IV o III a.C; nei musei Vaticani si trova l’Apollo del Belvedere; al Louvre troviamo il Gladiatore Borghese e presso i musei capitolini la statua in marmo nero di Esculapio. Bisogna anche ricordare che quasi tutti gli imperatori frequentarono Anzio ed in particolare vanno ricordati Domiziano, Settimio Severo e Adriano. Con i traffici marittimi giunsero ad Anzio e trovarono terreno fertile nuove religioni e nuove filosofie. Il cristianesimo in particolare fiorì precocemente e nei primi secoli dell'era cristiana Anzio fu sede vescovile.
Raggiunto l'apice dello splendore nel II secolo, inizia poi il lento decadimento di Anzio, culminante nel 330, quando Costantino trasferì la capitale dell'impero a Bisanzio. La decadenza travolge Anzio che, soggetta alle invasioni e ai saccheggi dei barbari prima e dei saraceni dopo, fu abbandonata dalla popolazione. Nel buio del medioevo sembra scomparire ogni traccia della città, tanto che nelle antiche carte geografiche la città viene rappresentata dal solo toponimo di Capo d’Anzio.