Trebula Mutuesca
La storia della Sabina in età antecedente al 290 a.C., data che segna la conquista del territorio da parte dei romani, è quanto mai lacunosa e legata a miti e leggende.
Recenti indagini archeologiche e storiche hanno contribuito a far luce sulla regione e sulla civiltà sabina, caratterizzata da sempre da profonde differenze interne sia di tipo geografico che sociale ed economico. Due volti di una stessa medaglia: la Sabina ricca, quella tiberina, fertile e coltivata, contrapposta alla Sabina modesta ed austera della conca reatina, montuosa ed arida.
La Valle del Turano, estremità orientale della Sabina storica, metteva in comunicazione la conca reatina con quella del Fucino e con la valle dell’Aniene. L’alta valle del Turano gravitava intorno a Carsioli (Carsoli), la bassa subiva l’influenza del municipium di Reate (Rieti) e la media del municipium di Trebula Mutuesca (Monteleone Sabino), l’unica nella valle ad essere ricordata dagli antichi poeti.
La Sabina, anticamente come oggi, era attraversata dalla Via Salaria che ne rappresentava la principale via di comunicazione.