Monteleone Sabino
Nel 290 a.C. l’insediamento di Trebula Mutuesca nella Sabina, oggi Monteleone Sabino, era un vicus, un villaggio; la realizzazione della Via Cecilia contribuì ad accrescerne la prosperità economica e con Augusto l’antico centro venne elevato a municipium, quindi equiparato ad una città. Furono realizzate numerose opere pubbliche, come l’impianto fognario e la risistemazione del Foro, con la costruzione di un’imponente villa, dell’anfiteatro, delle terme e di grandi cisterne, strutture ancor oggi in parte visibili. Questa grandi opere erano localizzate nella valle Pantano, vicino alla magnifica chiesa romanica di Santa Vittoria, luogo di culto cristiano.
Il nome Monteleone Sabino sembra giustificato in relazione al grande numero di statue marmoree raffiguranti il Re degli animali e poste in diversi punti del territorio comunale.
Nell'intera provincia si respira ancora un'atmosfera di profonda spiritualità e misticismo, che pervade non solo i luoghi di culto ma l'intero ambiente naturale.
La bassa Sabina ha mantenuto nel tempo le sue caratteristiche legate principalmente alle peculiarità geografiche e presenta ambienti naturali di grande suggestione e particolarità. In relazione alle principali emergenze naturali, paesaggistiche e storico-culturali comprese nell’ambito territoriale intorno all’antica Trebula Mutuesca, vengono segnalati percorsi di interesse naturalistico-panoramico ed aree protette come il Lago del Turano o il Parco regionale dei Monti Lucretili.