Feste e folclore a Paliano
Diverse sono le origini attribuite al nome della cittadina: chi lo fa derivare da un tribù romana, la Pollia, chi dal toponimo Pugliano, chi da un fundus Pollianus. Il territorio palianese, incastonato fra la Ciociaria storica e la Campagna romana, è abitato da tempi antichissimi. Ai suoi margini si sono trovati, oltre alle tracce di un sito preistorico, anche reperti archeologici di epoca romana di una certa consistenza: mosaici, vasi, sepolture, una serie di ville rustiche e una fabbrica di laterizi. Fra il III e il IV secolo si era costituita una comunità cristiana, documentata da una catacomba in località San Quirico, a cui fece seguito anche una comunità di eremiti localizzata nella Grotta di Principotto.
Insieme con Palestrina, Paliano fu il centro della potenza della famiglia Colonna di cui sono testimonianza, ad esempio, i numerosi monumenti funerari nella chiesa di Sant’Andrea e il palazzo Colonna con pregevoli dipinti di paesaggisti romani del Settecento. Paliano tuttavia è anche il comune dove ha sede il Monumento Naturale La Selva, un interessante parco faunistico che ospita numerose specie acquatiche.
Dal punto di vista socio-economico, la vicinanza con la città industriale di Colleferro ha fatto sì che molti palianesi abbiano trovato lavoro nella zona industriale. E’ proprio a Paliano che si costituirono le Società Operaie, sodalizi nati per scopi mutualistici e umanitari e che possono senz'altro definirsi le antesignane dei moderni sindacati. La solidarietà era il carattere predominante delle Società che elargivano sussidi a operai disoccupati o senza salario durante gli scioperi, a contadini poveri e ai bisognosi in genere. La Società Operaia di Paliano nacque probabilmente agli inizi del ventesimo secolo ed era formata da esponenti della borghesia liberale dell'epoca, da commercianti, artigiani e da persone di estrazione e cultura cattolica. Una comunità attiva che ha dato un contributo significativo alla lotta di liberazione nella seconda guerra mondiale e che ha anche i suoi caduti ricordati da una cappella votiva e da un monumento in città.
Anche Paliano, come altre cittadine, è stata investita da processi migratori, in particolare dall’emigrazione verso Roma e verso le fabbriche colleferrine. Nella contrada palianese del Castellaccio infatti sorse un grande impianto per la lavorazione delle fibre tessili. Il territorio palianese è caratterizzato dunque da un patrimonio ambientale, storico e artistico di grande valore e forse poco conosciuto, dove economia agricola e industriale hanno segnato e segnano tuttora il paesaggio locale.
Paliano possiede una configurazione particolarissima, tanto come entità urbana quanto come comunità socio-culturale, frutto di avvenimenti storici che hanno forgiato nel corso del tempo una forma speciale di essere, sentire, vivere ed esprimersi. Si tratta di caratteristiche che ancora oggi, nonostante il processo di secolarizzazione e a dispetto delle trasformazioni dell’ambiente socio-culturale, economico ed urbanistico, identificano e definiscono la cittadina. Ne sono un esempio significativo la devozione del popolo palianese verso la Madonna di Zancati, il pellegrinaggio al santuario di Santa Maria di Pugliano, che avveniva ogni anno in occasione della festa dell’Annunziata, la festa in onore del patrono Sant’Andrea, ma anche altre feste a carattere folclorico e rurale, quali ad esempio il Carnevale, la festa della primavera, l’estate palianese.