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Le catacombe del Lazio

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storia Castelli a Paliano

Castelli a Paliano

Paliano fu al centro delle lotte fra la famiglia Colonna, ghibellina, e il papato. Verso la metà del Cinquecento Paolo IV rese la rocca di Paliano imprendibile con quattro baluardi. Il progetto originale fu elaborato da Giuseppe Sallustio Peruzzi ma i lavori furono diretti per lungo tempo da Pietro Strozzi e completati poi, nel 1565, da Faustino da Camerino.

Della rocca originaria rimane solo il mastio incorporato nelle fortificazioni cinquecentesche. Tutto il centro viene ancora dominato dall'imponente fortezza. La quasi completa identità dell'impianto attuale della città con quello cinquecentesco dimostra la capacità di quella struttura urbana di rispondere senza adeguamenti dirompenti alle diverse esigenze manifestatesi nel corso dei secoli.

I Colonna proseguirono i lavori di fortificazione, costruendo altri baluardi e nuove porte. Ne sono ancora presenti tre: la Porta Napoletana, Porta Romana con la sua merlatura ghibellina restaurata nell’anno 1997 e Porta Furba, in disuso. E' stata demolita invece Porta San Giorgio da cui si entrava provenendo da Anagni o da Fiuggi.

Edificarono inoltre un grande palazzo, completato per volere di Filippo I Colonna agli inizi del XVII secolo, che non è però aperto ai visitatori. L’ala con loggia fu aggiunta in corso d’opera su progetto di Antonio Del Grande pochi decenni più tardi, unitamente all’adiacente Collegiata Sant’Andrea. In questa chiesa, il cui impianto originale risale al XIV secolo, venne trasportato nel Seicento l'affresco della Madonna di Zancati, ritenuta miracolosa dalla tradizione popolare, rinvenuto in un recesso del distrutto castello di Zancati. Numerosi i tesori d’arte nelle navate laterali; nella cripta è il sepolcro dei Colonna. L'abolizione dei feudi ridusse l'importanza della città di Paliano che nel 1816 rimase sede del solo governatore.

Il Forte, restituito dai Colonna allo Stato Pontificio nel 1870, divenne carcere in cui vennero rinchiusi diversi patrioti; ancora oggi è un Istituto di massima sicurezza. Altri castelli erano dislocati nel territorio palianese, di alcuni non rimane che qualche traccia come a Zancati; altri sono integri e ben conservati, come Caste Mattia, detto il “Castellaccio”.

 

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