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Le catacombe del Lazio

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antropologia Sacriporto

Cartina della battaglia di Sacriporto

Sacriporto nell’immaginario collettivo colleferrino, amplificato da scritti di storia locale più o meno attendibili, era impresso come una sorta di opera cinematografica con due attori, Mario e Silla, legati ad un istante storico nemmeno troppo precisato nella mente, fluttuante tra la Roma repubblicana, quella imperiale e il medioevo. Ancor di più l’evento bellico è diventato nel tempo patrimonio esclusivo della città industriale, cosa di cui vantarsi con i "vicini" così opulenti di situazioni storiche (…).

Nella primavera dell’83 a.C. Lucio Cornelio Silla era rientrato in Italia dalla Grecia; sbarcato a Brindisi, si era mosso verso la Campania senza incontrare resistenza, diretto a Roma attraverso l’Appia e la Latina. Presso il fiume Sacco, nell’attuale territorio di Colleferro, il console Mario il Giovane tentò di ostacolare la sua avanzata nel Lazio. La battaglia ebbe luogo nella piana di Sacriporto nell’82 a.C. e fu favorevole a Silla. Si concluse con la presa di Praeneste, ove Mario si era rifugiato con le sue truppe e con il suicidio del Console stesso.

Alcuni studi individuano Sacriporto nella località di Colle della Noce, dove nel corso dei lavori di sbancamento per il passaggio della linea ad alta velocità, sono state rinvenute strutture relative ad un complesso a cui si è attribuita una connotazione sacra, legata alla presenza di acque sorgive e alla posizione topografica. Altri studi ipotizzano la coincidenza del distretto di Sacriporto con l’area compresa tra i Colli di San Pietro, la Macchia di Piombinara ed il Colle Maiorana, luoghi in cui il ritrovamento di materiali votivi attesterebbe la presenza, in tempi antichi, di santuari. Un’area sacra quindi, con una forte caratterizzazione di culto in rapporto con il fiume Sacco.

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