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Le catacombe del Lazio

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archeologia Colle Cirifalco

Colle Cirifalco, pozzo

Dirigendosi verso nord lasciandosi alle spalle il sito di Colle Sacco, si oltrepassa il corso del fiume e si prende la Casilina in direzione Colleferro. Poco dopo si volta a sinistra per la strada secondaria che conduce verso la cava dell’Italcementi: il complesso romano di Colle Cirifalco si trova in questa proprietà privata, ma è comunque visitabile chiedendone l’autorizzazione.

La morfologia del territorio nelle zone limitrofe al corso del fiume Sacco, caratterizzate da basse colline e brevi valli alluvionali, consentiva un facile approvvigionamento idrico attraverso sorgenti naturali. L’impianto strutturale dell’insediamento di Colle Girifalco rientra nella tipologia diffusa nell’Alto Lazio e nella Toscana, che si avvaleva di banchi tufacei facilmente intagliabili per realizzare elementi strutturali quali pozzi, canali, vasche comunicanti posti a livelli sfalsati, utilizzati per la raccolta dell’acqua o come primitivi impianti di produzione agricola.

Alcune strutture andarono distrutte durante i lavori di sbancamento iniziati nel 1993, essendo tutta la zona destinata all’estrazione di pozzolana e proprietà di industrie private.
In base ai numerosi reperti rinvenuti, si può supporre una frequentazione del sito in età repubblicana, ed una successiva trasformazione in età tardoantica e altomedievale, fra il VI e VII secolo, con il fenomeno dei pozzi-deposito, cioè pozzi dismessi dove venivano nascosti materiali di ogni genere, in prevalenza ceramiche comuni.

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