Tra castelli e palazzi di Valmontone
La storia recente della città inizia nel 1208, quando Innocenzo III della famiglia dei Conti di Segni acquistò la terra di Valmontone. In questo fiorente periodo fu meta ricercata da importanti personaggi come Carlo VIII, re di Francia, Urbano VI ed altri pontefici.
Con la morte di Giovanni Battista nel 1575 si estinse la famiglia Conti e il feudo di Valmontone passò al nipote Federico Sforza, conte di Santa Fiora. Dagli Sforza passò poi ai Barberini nel 1634 e da questi venduto al principe Camillo Pamphili nel 1651, dal quale per successione passò ai Doria Pamphili. Stessa sorte toccò all’imponente Castello di Piombinara che sorgeva in quei territori.
In questo periodo Valmontone fu portata al suo massimo splendore artistico e monumentale. Per Camillo Pamphili venne eretto nel 1662 da Mattia De Rossi, allievo prediletto del Bernini, il grandioso Palazzo Doria e per Giovanni Battista la vicina Collegiata dell’Assunta, progettata sempre dal De Rossi nel 1685.