Vai ai contenuti. Spostati sulla navigazione

Le catacombe del Lazio

Sezioni

storia Castello di Piombinara

Mura del Castello di Piombinara

I resti del castello occupano una vasta pianura in cima alla collina; l’asse autostradale purtroppo ha alterato notevolmente l’assetto del paesaggio dividendo a metà i terreni che facevano parte della tenuta. La posizione del castello era strategica per il controllo sia sulle principali vie di comunicazione e di commercio, sia sul fiume Sacco, a cui probabilmente è legata l’origine del nome: Fluminaria, sul fiume.

La sua pianta pressappoco rettangolare si estendeva per circa 400 metri di lunghezza e 200 di larghezza. Un muro perimetrale posto all’interno della cinta separava la rocca con il palazzo, la chiesa e tutti gli ambienti annessi, dal borgo riservato al popolo. Secondo accreditate fonti, la sua costruzione risalirebbe agli anni attorno al mille, sulle terre di un Monastero benedettino dedicato a Santa Cecilia.

La famiglia Conti di Segni lega il proprio nome alla tenuta Piombinara fino alla metà del XV secolo. La rivolta della popolazione di Segni contro i Conti nel 1389 segna probabilmente l’inizio del declino del Castello, che viene posto sotto la protezione papale da Martino V nel 1428.

Una serie di vicende avvenute nel territorio circostante decretano la distruzione del Castello, ad iniziare dall'azione distruttiva delle truppe mercenarie ribelli guidate da Giacomo Caldora nel 1431. Nel corso del XVI secolo Piombinara acquisisce sempre più un carattere di tenuta agricola e dopo la morte dell’ultimo discendente della Casa Conti nel 1575, la tenuta passa al nipote Francesco Sforza, quindi ai Borghese, ai Barberini ed infine nel 1651 alla famiglia Pamphili.

Il territorio di Piombinara viene frazionato in aree coltivate, zone di pascolo, boschi. Tale processo si consolida nel corso del Settecento e Ottocento. I resti dell'antico edificio cadono nel più completo abbandono e contrariamente a quanto accade nella vicina tenuta di Colleferro, si preferisce edificare un nuovo casale piuttosto che trasformare il vecchio. L’unica struttura che conservava la sua funzione originaria era la Chiesa di Santa Maria posta all’esterno del Castello, sulla via Casilina, ove nel XVIII secolo venivano ancora celebrate messe.

Oggi il Castello di Piombinara è di proprietà del Comune di Colleferro che lo ha acquistato nel 2002. Il degrado lento ma costante ha portato in tempi recenti alla perdita della Torre interna al recinto, demolita negli anni ’30 a causa del pericolo di crolli. Tutt’oggi è in atto una campagna di scavi promossa dall’Antiquarium di Colleferro e dal Comune, per riportare completamente alla luce l’insediamento fortificato del Castello medievale.

Torna su
 

Sviluppato con Plone, il sistema open source di gestione dei contenuti