Situato nel punto più alto dell’antico borgo medioevale, l’imponente palazzo Doria Pamphili di Valmontone, con le sue 365 stanze, rappresenta uno dei più imponenti monumenti del Seicento nella provincia romana. Ereditò certamente la sua ubicazione strategica dal medioevale Castello Sforzesco, in origine dei Conti, che era al centro di un sistema di difesa e di presidio, grazie al quale era garantito il controllo della Valle del Sacco.
Camillo Pamphili, nipote dell’allora pontefice Innocenzo X, scelse Valmontone come propria residenza extraurbana, acquistando il feudo da Francesco Barberini nel 1651.
I lavori per l’edificazione del nuovo palazzo iniziarono nel 1654 dopo la demolizione dell’antico Castello, e terminarono nel 1670. Non si conosce il nome dell’architetto che realizzò l’ambizioso progetto, certo è che a partire dal 1666 il cantiere fu affidato ad Antonio Del Grande.
Una volta ultimato, l’edificio sembrava riassumere in un’unica struttura diverse tipologie: fortezza, casino di campagna e palazzo nobiliare. A suo servizio vennero messe stalle, granai, foresterie, armerie, carceri, botteghe e una piazza del mercato, quasi a voler realizzare una città ideale.
All’interno, nonostante lo stato di conservazione risulti notevolmente compromesso, possiamo ancora ammirare nelle sale nel piano nobile lo splendido ciclo di affreschi realizzato tra il 1657 ed il 1661 dai maggiori artisti della pittura barocca romana.
Il palazzo Doria Pamphili e l’adiacente Collegiata dell’Assunta sono oggi le uniche strutture dell’antica città scampate ai bombardamenti dell'ultima guerra mondiale.
La città fu praticamente rasa al suolo e gli sfollati si insediarono nel palazzo, anch’esso danneggiato dagli eventi bellici, e vi rimasero fino agli anni Settanta circa, impedendo a lungo qualsiasi opera di restauro. Da alcuni anni è in corso un intervento di recupero del Palazzo e del ciclo pittorico.
Il Palazzo è stato inserito dalla rivista americana "World Monuments Watch" fra i cento più importanti monumenti al mondo da salvare. L’edificio è stato destinato all’Università "La Sapienza" di Roma ed attualmente ospita alcuni uffici del CIRPS, Centro Interuniversitario per la Ricerca sui Paesi in via di Sviluppo, e il Museo Archeologico cittadino.