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Le catacombe del Lazio

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Diffusione del cristianesimo nel Lazio

Mappa delle catacombe nel Lazio

La cristianizzazione del territorio laziale, operata evidentemente su impulso della grande comunità della capitale, risale ad epoca assai antica. Intorno al 250 d.C. sappiamo che nei dintorni di Roma esistevano già comunità organizzate, governate da vescovi. E’ possibile che alcune di queste si fossero formate già da tempo, come parrebbero documentare alcune fonti scritte. La diffusa presenza di tombe di martiri, alcune proprio all’interno delle prime catacombe, è attestata dalla documentazione archeologica e dalle fonti letterarie e mostra come la conversione al cristianesimo avesse interessato varie località già prima della pace religiosa del 313.

La precoce e capillare diffusione del cristianesimo nel Lazio nella tarda antichità è rivelata, oltre che dalle catacombe, dalla presenza di numerose chiese, sia nelle città che nelle campagne, e da aree funerarie “a cielo aperto”, sarcofagi e iscrizioni rinvenute isolatamente in varie località. Anche la stessa geografia diocesana, alla fine del VI secolo, contava ben 42 sedi vescovili istallate nelle antiche civitates, nei villaggi (vici) e nell’habitat rurale: ville, fattorie, casali. Una rete parrocchiale inoltre, come attestano alcune fonti scritte e come è indicato talora dall’archeologia, almeno dagli inizi del V secolo, garantiva la cura delle anime delle popolazioni che risiedevano nelle campagne.

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