I nomi degli antichi cristiani
Defunti e dedicanti sono menzionati nelle epigrafi in genere con il solo cognomen, cioè il nome individuale, secondo l’uso del tempo, ma non mancano esempi dell’impiego perdurante dell’onomastica completa, caratterizzata dai duo o tria nomina, forse indice di un maggiore conservatorismo di questi ambienti periferici.
Accanto ai nomi più tradizionali si registrano altri di ispirazione propriamente cristiana, o particolarmente frequenti tra i cristiani, come Evangelia, Martyria, Quadragesima, Anastasius, Pascasius, oppure quelli “di umiliazione”, quali Stercoria e Coprion. In alcune catacombe nobilitate dalla presenza di tombe venerate, alcuni defunti presero il nome dei santi, forse per devozione o più semplicemente perché molto popolari in loco. Alcuni nomi di persone, infine, sembrano potersi ricollegare all’ambiente agreste da cui provenivano i sepolti.
La società cristiana
Le iscrizioni ci rivelano un società cristiana costituita da individui appartenenti alle più diverse classi sociali: membri delle antiche famiglie senatorie, esponenti di spicco delle aristocrazie locali, militari, professionisti, negozianti, contadini.
Alcune epigrafi documentano committenti particolarmente acculturati, altre individui poco più che alfabetizzati. Tali informazioni completano il quadro che deriva dalle tipologie tombali, che pure tradiscono la presenza di molti fedeli di condizione modesta, sepolti nei moltissimi loculi anonimi o appena caratterizzati da un’iscrizione “a sgraffio” o da un elemento di arredo. Questi fedeli erano sepolti accanto a persone più benestanti, titolari di sepolcri più monumentali e riccamente ornati, o di spazi più esclusivi come i cubicoli.
La gerarchia ecclesiastica nelle iscrizioni è rappresentata praticamente in tutti i suoi gradi: vescovi, presbiteri, diaconi, suddiaconi, lettori, esorcisti. Nei cimiteri legati a villaggi e in quelli rurali, la menzione di membri del clero è in particolar modo testimonianza preziosa di una precoce organizzazione ecclesiastica locale e probabilmente anche della presenza di edifici di culto, cui il clero doveva essere collegato. I testi documentano pure la pratica del matrimonio tra gli ecclesiastici, perdurante fino al IV-V secolo.