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Le catacombe del Lazio

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I martiri del Lazio

I martiri del Lazio

Alcune catacombe devono il loro particolare sviluppo al fatto di aver ospitato tombe di martiri, cioè di quei cristiani che erano stati uccisi nei periodi delle persecuzioni. La vicinanza di un sepolcro di martire costituiva infatti per i cristiani dell’antichità una garanzia al fine del conseguimento della salvezza eterna da parte dei defunti. Di qui la richiesta frequente di esser inumati ad sanctos e, appunto, il particolare sviluppo di quei cimiteri interessati dalla presenza di tombe venerate.

Sulla vita dei martiri del Lazio siamo talvolta informati da tarde leggende agiografiche, le passiones, la cui attendibilità però sul piano storico è assai scarsa. I più affidabili ed antichi calendari in cui erano annoverate le feste anniversarie dei santi della regione ci attestano, sin dalla tarda età costantiniana, che i membri delle comunità locali, come i fedeli provenienti da altri luoghi, erano invitati a recarsi presso le tombe dei martiri nelle catacombe, per celebrarne la festa nel giorno anniversario della loro morte. In tali occasioni ci si riuniva presso i sepolcri, si assisteva alla liturgia eucaristica, si leggevano brani dei testi che illustravano le vite dei santi, si partecipava anche a banchetti commemorativi. Questi incontri svolgevano un ruolo di forte aggregazione sociale, riunendo membri della comunità di diversa estrazione intorno ai sepolcri di questi primi patroni.

 

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